Su chi verrà scaricato il buco economico della mostra in Basilica?

Ancora il 17 febbraio scrivevamo dei possibili rischi economici derivanti dalla pessima organizzazione della mostra ‘Ritratto di Donna’, rischi che ora si sono evidenziati.

*Interrogazione del Gruppo Consiliare PD

Sì è conclusa la prima mostra interamente organizzata da questa Amministrazione, ed è stata un fallimento. La chiusura anticipata ha inciso sul risultato finale, ma non può rappresentare un alibi: la mostra non avrebbe comunque raggiunto il pareggio e costerà alla città quasi un milione di euro. Risorse che si sarebbero potute destinare alla crisi economica in atto, con azioni concrete verso le famiglie, le imprese, i commercianti e lavoratori.

L’indiscussa qualità della manifestazione – apprezzata dai critici quanto da chi l’ha potuta vedere – rappresenta una aggravante perché dimostra l’incapacità di promuoverla e valorizzarla, soprattutto al di fuori della regione. L’84% dei visitatori infatti è arrivato dal Veneto: un turismo di giornata – mordi e fuggi – che ha lasciato poco sul territorio e che dimostra il fallimento delle attività promozionali e di marketing. Non c’è stata alcune ricaduta economica sull’intero comparto culturale, turistico e commerciale della città, nessun incremento significativo dei proventi della tassa di soggiorno e dalla vendita dei biglietti dei musei civici.

La mostra non avrebbe superato – alla data prorogata del 3 maggio – i 40.000 visitatori. Tanti quanti quelli totalizzati da “Il trionfo del colore”, evento svoltosi però a Palazzo Chiericati, a dimostrazione che non si è nemmeno riusciti a sfruttare l’effetto “Basilica” (che da sola, anche senza mostre, richiama ogni anno migliaia di turisti); inoltre, con un assai meno diretto coinvolgimento finanziario del Comune.

La previsione dell’assessore Siotto di arrivare a quota 62 mila visitatori, necessari nelle dichiarazioni per raggiungere il pareggio, è priva di ogni fondamento. Le visite erano già in vistoso calo: 12 mila nel primo mese, 9 mila nel secondo, nemmeno 5 mila nel terzo; difficile credere che negli ultimi due mesi il trend sarebbe stato capovolto.

Ci preoccupa che l’Amministrazione non sappia leggere i dati con obiettività, perché nel 2021 è prevista la seconda mostra – “Dietro le quinte del Rinascimento” – con un costo stimato di 2,6 milioni di euro. Se non si comprendono i gravi errori commessi e non si accertano le responsabilità, il fallimento sarà replicato, ed è lecito chiedersi se allora le casse comunali (e le tasche dei cittadini) saranno in grado di reggere questo ulteriore colpo.

Il comunicato di chiusura rilasciato da Rucco e Siotto ci lascia sconcertati, con più interrogativi che certezze; interrogativi che meritano risposte chiare e numeri certi, non narrazioni sentimentali ed evanescenti. Tale comunicazione contrasta fortemente con l’idea di “amministrazione prudente” che ha voluto recentemente dare di sé; tanto prudente da non avere il coraggio di assegnare nemmeno 1 euro alla crisi economica in atto per “preservare gli equilibri di bilancio”. Come altrettanto stride con quel concetto di “trasparenza”, da Rucco tanto evocato quanto sfuggito ogni qual volta se ne è presentata l’occasione. Nell’interrogazione i nostri consiglieri hanno poi formulato una serie di domande sull’ammontare dei costi sostenuti, sui reali ricavi, sugli sponsor e sulle perdite effettive.