Regolamento plateatico. L’abolizione della clausola antifascista è un’offesa a tutta la città

Art. 5 – Rilascio della concessione

d. i richiedenti di spazi pubblici, ad esclusione dei plateatici dei pubblici esercizi, delle attività cantieristiche e dei mercati degli ambulanti e dei produttori agricoli, devono sottoscrivere la seguente dichiarazione: “Dichiara di riconoscersi nei principi fondamentali della Costituzione Italiana e dello Statuto comunale e ripudia il fascismo, la cui riorganizzazione è vietata sotto qualsiasi forma dall’ordinamento giuridico.”.

Vicenza, 19 febbraio 2020 – E puntualmente, all’avvio della campagna per le regionali, è arrivata. La proposta di abolizione della clausola antifascista, molto annunciata, oggi è stata messa nero su bianco dalla Giunta da un assessore che, evidentemente, con questa mossa conferma la sua adesione a Fratelli d’Italia, gruppo che ha avanzato la proposta e nel quale a breve sarà candidato.

Un partito, Fratelli d’Italia, che non vuole sentire nominare la parola “fascismo” perché la memoria è il miglior antidoto contro il ripetersi degli errori e delle atrocità del passato. Un passato che per il nostro paese ha un solo nome: fascismo.

Confondere le acque con una formula che richiama genericamente i totalitarismi è un’operazione che mira a dimenticare la storia e a nascondere la verità. La nostra Costituzione e la Repubblica nascono dall’antifascismo, su questo si basano le nostre istituzioni e questo garantisce a tutti, da settantacinque anni, liberta, giustizia e prosperità.

Il richiamo a rinnegare la violenza politica, ma non la violenza nelle sue molte sfaccettature, dimostra come la mano che ha scritto questo testo sia guidata più da rivendicazioni politiche che da motivi amministrativi. Rivendicazioni emerse chiaramente anche ieri sera in Consiglio Comunale, con le dichiarazioni di Lega e Fratelli d’Italia che hanno pesantemente attaccato, dimostrando spregio e incompetenza, l’operato della “Casa per la Pace” e della consigliera delegata alla cultura di pace Caterina Soprana.

Per Giovine questa operazione rappresenta un messaggio ai “suoi” in vista delle elezioni; e con i “suoi” non ci riferiamo alla lista in cui è stato eletto e che in modo ipocrita egli rappresenta in Giunta. È un chiaro messaggio a quella parte del paese che non rinnega in fascismo. Ma è ancor più grave che a questo gioco si sia prestato Rucco, un Sindaco finto civico, finto moderato, a guida di un’amministrazione che vira sempre più a destra.

Gruppo Consiliare Partito Democratico di Vicenza

Dello stesso tenore è il comunicato rilasciato dal Sottosegretario Variati:

La cosiddetta “clausola antifascista” che abbiamo inserito in regolamento a Vicenza era nata per una ragione chiarissima: era un modo simbolico e assieme concreto di contrastare l’onda crescente di manifestazioni e di altre forme di presenza pubblica, spesso provocatoria, da parte di soggetti e movimenti che rifiutano di condannare o rigettare il fascismo. Quei movimenti prosperano nella tolleranza che la società democratica ha anche verso gli intolleranti, ma col loro rifiuto rigettavano valori fondativi della nostra Costituzione e del vivere civile. 

Vicenza è città medaglia d’oro al valore militare per la Resistenza, e ha pagato un alto tributo di sangue per la libertà e la democrazia. Ecco perché misi nel regolamento comunale la “clausola”, che non ha per altro creato nessun problema, né ha escluso alcuno che intenda manifestare le proprie idee nel rispetto dei principi costituzionali. Se ci guardiamo attorno in questi mesi, vediamo un clima sempre più preoccupante che dà ragione a quella scelta. Gli insulti alla senatrice Segre, una crescente serie di atteggiamenti antisemiti e antirazzisti, comprese le minacce di stampo squadristico a giornalisti e testate tra cui per prima “Repubblica”. E, proprio in queste ore, registriamo un gravissimo attacco in Germania da parte di un nazionalista estremista di destra che ha causato 11 vittime innocenti, scelte tra gli stranieri. 

Togliere ora quella clausura significa fare un passo indietro quando invece bisogna mantenere ancora più alta la guardia. Promuovere una distorta idea di “riconciliazione nazionale” basata su una equivalenza che non trova riscontro nella storia del nostro Paese né nei fondamenti etici e costituzionali della Repubblica italiana non aiuta a svelenire il clima, ma solo a sdoganare l’estremismo di destra. Un grave errore.