Rischio idrogeologico al fiume Retrone: “Regione realizzi le opere di salvaguardia”

Il Circolo 7 del PD cittadino – a seguito della ricorrenza del nono anniversario della grande alluvione del 2010, interviene chiedendo alla Regione uno stanziamento di risorse per la difesa idrogeologica dei territori ricadenti nel bacino del Fiume Retrone.

L’area di Sant’Agostino e alcune zone dei Ferrovieri e di Gogna sono soggette ad allagamenti a ogni precipitazione sostenuta, con forti disagi per la popolazione e per le attività commerciali e produttive. Il deflusso delle acque del Retrone è un problema storico e ben conosciuto, dovuto anche al fatto che quando il Bacchiglione (di cui il Retrone è affluente) supera un certo livello, esso non è più in grado di ricevere le acque del Retrone e queste arretrano, trovando sfogo nelle zone di Sant’Agostino, di Gogna e nelle zone industriali di Vicenza e di Nogarazza, in comune di Arcugnano (VI).

In tempi recenti, l’evento più drammatico è stato la grande alluvione di Ottobre-Novembre 2010, che ha allagato tutta la valle di Sant’Agostino e di Gogna. Anche nel febbraio 2014 il Retrone ha creato allagamenti in Gogna e a Sant’Agostino, questi ultimi causati dall’esondazione della Roggia Dioma.

Nel 2011 il Commissario delegato per il superamento dell’emergenza derivante dagli eventi alluvionali che hanno colpito il territorio della Regione Veneto nei giorni dal 31 ottobre al 2 novembre 2010 (Piano degli Interventi OPCM 3906/2010) aveva individuato alcune azioni per mettere in sicurezza il bacino del Retrone:

Interventi sull’asta fluviale per il ripristino dell’assetto morfologico ed eliminazione degli stati di criticità dei corpi arginali, nonché interventi sulla rete idraulica di bonifica e di scolo meccanico (37,5 milioni di €);

Due opere d’invaso, una sul Torrente Onte (in comune di Sovizzo) e una sulla Roggia Dioma (nei comuni di Vicenza e Monteviale), per una capacità di laminazione totale di circa 1,1 milioni di m3 (in tutto 21 milioni di €). I due bacini hanno terminato la fase di progettazione preliminare nel 2007 e superato la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). L’invaso sull’Onte rientra tra le opere che saranno realizzate nell’ambito della linea AV/AC (parere VIA Regionale 40/2018);

Messa in sicurezza di un’area d’espansione naturale in zona Sant’Agostino (tra i comuni di Vicenza e di Arcugnano) di estensione di circa 75 ettari e una capacità di circa 2 milioni di m3, che permetterebbe di mettere in sicurezza la valle di Sant’Agostino dalle piene del Retrone e del Rio Cordano (circa 11 milioni di €).

Due by-pass a difesa del centro di Vicenza: un by-pass diversore Bacchiglione – Retrone per equilibrare le piene dei due fiumi e una galleria di diversione del Retrone per convogliare una parte delle acque nel fiume Bacchiglione a valle della confluenza naturale dei due fiumi (rispettivamente 1,3 milioni di € e 38 milioni di €).

Queste azioni di protezione del territorio, pur individuate e definite anche in ordine d’urgenza, hanno ricevuto pochi finanziamenti dalla Regione (titolare dell’attuazione degli interventi individuati dalla struttura commissariale), lasciando il bacino del Retrone a continuare a convivere con i suoi problemi idrogeologici.

Pertanto, il Circolo 7 PD Vicenza “ai Ferrovieri” intende sollecitare la Regione Veneto affinché destini una parte delle risorse statali di finanziamento del piano commissariale per la costruzione dell’invaso sulla Roggia Dioma e per gli altri interventi a sistemazione dell’asta del Fiume Retrone, cosicché da porre in sicurezza tutta l’area ovest di Vicenza, in particolar modo i quartieri Ferrovieri, Gogna e Sant’Agostino.