Programma eventi in Basilica Palladiana

Apprendiamo dal Giornale di Vicenza del 13/03/2019 che,
dopo mesi di gestazione, l’Amministrazione mette in campo finalmente il pacchetto di eventi che dovranno riportare a Vicenza i grandi numeri, ovvero il milione di visitatori che ha presenziato agli ultimi avvenimenti della Basilica Palladiana. Tanto tuonò che piovve, infine.

È sotto gli occhi di tutti il declino che Vicenza sta vivendo”. Scrivono  nell’introduzione alla presentazione degli eventi: ed è una considerazione sulla quale conveniamo: il modo assolutamente dilettantesco con cui è stata presentata e svalorizzata la Mostra “Il Trionfo del Colore”  l’assenza di eventi di richiamo hanno già emesso un primo verdetto di cui molti sono consapevoli: il turismo si sta drasticamente ridimensionandosi e l’effetto grandi mostre è già un pallido ricordo per tutti, operatori commerciali in primis.

Nelle prime anticipazioni sugli eventi che si stanno preparando gli stessi organizzatori stimano  accessi minimi e ben lontani dalle cifre del passato: si parla di  un numero di visitatori previsto fra i 35.000 e i 75.000 massimo, per la mostra su Oppi,  ovvero di  un numero ridotto al  10% di quanti hanno visitato la Basilica per l’ultimo evento targato Goldin.

Turisti in coda Basilica Palladiana

Si parla di costi comunque importanti: Il Giornale di Vicenza scrive che “per segnaletica, campagna promozionale e videoproiettori nel salone il costo stimato è di 950 mila euro, per l’allestimento (riutilizzabile) e l’adeguamento del monumento serviranno altri 565 mila euro. Non sono bruscolini: come raggranellare i quattrini sarà la sfida per passare dalle carte alla Basilica”.  

Si è rinunciato a Goldin e alla sua struttura organizzativa, alla sua gioiosa macchina da guerra, nel settore del marketing e della promozione,  per affidarsi a chi? Non è ben chiaro, infatti,  se gli eventi siano organizzati da Enti o da privati.

In sostanza non intravvediamo nessuna vera strategia e le scelte ci paiono completamente di retroguardia e prive di attrazione per la Città. Speriamo di sbagliarci, ma se non dovesse essere così a pagare sarebbero i vicentini.