Preoccupati per AIM

C’è troppo silenzio attorno ad Aim e alle scelte strategiche che riguardano il futuro di un’azienda che ha 113 anni di storia e che è patrimonio di tutti i vicentini.

Comprendiamo che determinate decisioni vadano assunte mantenendo profili di discrezione e di riservatezza. Ma prima che la scelta di fondo divenga definitiva, è corretto e giusto che vi sia un’ampia consultazione con la città. Francesco Rucco è legittimamente il Sindaco di Vicenza e nessuno mette in discussione questa circostanza. Ma è stato eletto con un minimo vantaggio sul candidato espresso dalla nostra parte politica e in presenza di una sostanziale desistenza di un gruppo politico importante come quello dei Cinque Stelle e sicuramente di una gran parte dei suoi elettori che hanno disertato le urne. E’ questo un dato inequivocabile visto che al voto, il 10 giugno di un anno fa, sono andati solo il 55% dei cittadini di Vicenza.

Nell’assumere una decisione di questa importanza Rucco non può non tenere conto che oltre il 72% degli elettori di Vicenza non lo hanno indicato come loro Sindaco. Questa scelta è, infatti, strategica per tutti i cittadini che quell’azienda hanno costruito attraverso un secolo di storia in cui il rapporto stretto fra azienda e territorio è difficile da riscontrare in altre multi utility simili.

Il gruppo consiliare espresso dal nostro partito, così come gli altri gruppi di minoranza che hanno sostenuto la candidatura di Otello Dalla Rosa, hanno chiesto di trattare la questione in Consiglio Comunale: sarebbe gravissimo a nostro modo di vedere che l’Amministrazione Comunale giungesse a trattare l’argomento con scelte già disegnate e approcci già quasi definiti. Anche per comprendere se tutti i consiglieri di maggioranza vogliono veramente assumersi la responsabilità di svendere questo grande patrimonio della comunità intera.

E la consultazione deve avvenire e procedere anche con i Sindacati che rappresentano i lavoratori e non solo e le forze produttive e imprenditoriali del territorio.

Aim è un azienda sana e concorrenziale sul mercato, che negli ultimi anni ha prodotto utili per decine di milioni. E’ un azienda che negli ultimi dieci anni (dopo i danni provocati da conduzioni dissennate) ha sestuplicato il suo valore. La cessione delle reti rappresenterebbe una scelta suicida: cedere il controllo delle reti (gas ed Energia elettrica) sarebbe oltretutto l’inizio del tanto temuto spacchettamento della nostra azienda, vanto e gloria dei vicentini che in essa hanno sempre creduto. Il cambio proposto (se dovessero essere confermate le indiscrezioni giornalistiche) con una minima quota di una società di nuova costituzione, porterebbe allo svuotamento degli assetti dirigenziali e direzionali, alla perdita di potere dei vicentini nei confronti dei partner di Ascopiave, al decentramento della cabina di regia. Noi non siamo contrari ad una integrazione con altre società del Veneto, siamo contrari ad una svendita fatta per motivi politici che depauperi città e comune.

Il Sindaco sappia che di fronte ad una scelta di questo tipo, attraverso tutti i mezzi leciti della politica, attraverso un’importante azione in Consiglio Comunale, contrasteremo questa sua decisione perché riteniamo che sia perniciosa per tutti e sbagliata concettualmente.

Il segretario cittadino del PD

Federico Formisano