Nuovo cda IPAB

Quando a novembre dello scorso anno il CdA di IPAB diede le sue dimissioni chiedemmo immediatamente al Sindaco di avviare le procedure per nominare un nuovo Consiglio di Amministrazione.
Pur amareggiati per l’atteggiamento arrogante dell’amministrazione e pur temendo la classica spartizione basata sulle appartenenze politiche anziché sulle competenze sapevamo che la priorità era quella di dare una nuova guida all’ente ed evitare il commissariamento della Regione che avrebbe potuto avere esiti devastanti. Dobbiamo amaramente constatare che la spartizione è avvenuta.

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Eppure il Sindaco dichiarava di aver attentamente valutato i curricula, di aver ritenuto idonei i profili selezionati, di aver voluto persone di alto profilo con capacità ed esperienza tali da poter portare un contributo positivo nello sviluppo e nella crescita dell’istituzione.
Abbiamo poi scoperto che il neoconsigliere in predicato per diventare Presidente, Ermanno Angonese, era oggetto di un’azione da parte dell’Ulss vicentina che egli guidò dal 2013 al 2015.
Le notizie che giungono oggi, con Angonese indagato per aver stipulato un contratto con una compagnia assicurativa romena sull’orlo del fallimento, con una procedura di affidamento che si dice contenere numerose irregolarità e che in ogni caso ha causato danni ingenti alle casse dell’azienda sanitaria pubblica, sconfessano clamorosamente il sindaco.

Nonostante tutto ciò e la prudenza che avrebbe dovuto guidare queste scelte, oggi Angonese è stato eletto presidente.
Rucco evidentemente o non è in grado di selezionare persone all’altezza della situazione o dimostra ulteriormente la sua mancanza di autonomia decisionale e la sua sottomissione ai diktat che gli arrivano, per lo più dalla Lega, suo azionista di maggioranza.
D’altro canto, cosa aspettarsi da chi ha contribuito a portare l’IPAB in questa situazione? È stata la stessa assessore regionale Lanzarin in audizione la scorsa settimana a ribadire che uno dei nodi di IPAB è il pesante buco lasciato dal CdA di cui Rucco stesso faceva parte una decina di anni fa e che venne poi commissariato: il commissario Zenere, nominato a salvare l’ente del cui CdA faceva parte l’attuale sindaco Rucco, nella relazione dice che servivano alienazioni patrimoniali per coprire debiti di € 10.880.832,63. Un CdA, quello di cui Rucco faceva parte in quota AN (non aveva ancora scoperto l’opportunità del civismo …), che percepiva €140.481,00 all’anno. Per intenderci, il CdA appena dimesso ha avuto per il 2018 un appannaggio pari a € 9.630,00 per 4 membri.
Ci piacerebbe sapere pubblicamente quanto il Sindaco Rucco ha percepito da componente del CdA ed a quali risultati ha portato quella sua esperienza.

Se questo è il metodo, non stupisce nemmeno la nomina in CdA, ed addirittura come vice presidente, della collega di studio della capogruppo Avv. Siotto, della lista Ruccosindaco, l’avvocato Rachela.
Un’amministrazione che si sta caratterizzando sempre più per la occupazione dei posti secondo il criterio degli “amici degli amici”, alla faccia della tanto celebrata e civica competenza! Nessuna idea, invece, sulle necessità dei nostri anziani e delle tante famiglie vicentina oggi in difficoltà.
In ogni caso si tratta dell’ennesimo passo falso di questa amministrazione, fatto ancora una volta sulla pelle dei vicentini e delle istituzioni della città.