Il Fascismo non appartiene a Vicenza

Gli episodi in cui l’attuale amministrazione guidata da Rucco si è vista associare ai movimenti di ispirazione neofascista sono ormai diventati una triste e squallida consuetudine che il sindaco, con inqualificabile superficialità, derubrica a semplici bravate e fraintendimenti.

La lista è lunga, ma va ricordata.

  • i motti fascisti che campeggiavano nella sede della campagna elettorale del candidato Rucco;
  • i post e i like che ammiccavano ai movimenti di estrema destra dei candidati De Marzo e Naclerio, per i quali il candidato sindaco Rucco aveva promesso provvedimenti alla fine mai attuati;
  • il revisionismo storico alla commemorazione dell’eccidio dei dieci martiri, in cui i termini “fascismo” e “resistenza” venivano cancellati;
  • le visite istituzionali a Palazzo Trissino di Casa Pound, Movimento Italiano Sociale e Forza Nuova, accolte dal Sindaco con tutti gli onori.
  • le velate minacce da parte delle suddette formazioni politiche nei confronti degli organizzatori del “Pride 2019” e dell’amministrazione rea di aver dimostrato nei loro confronti troppa disponibilità;
  • le pagliacciate di Cicero, che nella sua veste istituzionale, da un palazzo che rappresenta la città, si faceva volutamente riprendere in camicia nera e braccio teso;
  • la partecipazione di assessori e consiglieri di maggioranza alla manifestazione in Via Martiri delle foibe alla presenza di formazioni di estrema destra.

All’allungarsi della lista il sindaco Rucco non ha mai preso provvedimenti seri, dimostrando tutta la sua inadeguatezza istituzionale e l’incapacità di contenere le frange più estreme del proprio schieramento ma determinanti per la sua elezione.

In questo contesto non c’è da stupirsi se i movimenti che si ispirano al fascismo si sentono ormai autorizzati a qualunque tipo di provocazione. L’ultima di queste, un vergognoso striscione in Contrà Muschieria, a due passi da Piazza dei Signori, inneggiante al centenario della nascita dei Fasci italiani di combattimento, mortifica ancora una volta la nostra città medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza.

Il Sindaco non può più temporeggiare, deve agire con forza, questa deve essere l’ultima provocazione tollerata. Chiediamo l’intervento immediato della Polizia Locale e la rimozione dello striscione.