I “CAMERATI” DI GIOVINE. MA VICENZA E’ ANTIFASCISTA

Gruppo Consiliare Partito Democratico

Se c’è una cosa per la quale questa amministrazione si sta distinguendo è quella di saper scegliere sempre il momento più sbagliato per fare le proprie “sparate”. E così l’assessore Giovine, tre giorni dopo aver postato sui social un testo a firma “I CAMERATI”, il giorno dopo la commemorazione per i 75 anni dall’uccisione del giovane Dino Carta e a poche settimane dalla “Giornata della memoria”, dichiara che il ripudio del fascismo non è più un valore a cui Vicenza, città medaglia d’oro per la Resistenza, deve rimanere legata.
Giovine giustifica ciò con la necessità di una “pacificazione nazionale”, che però a nostro avviso è messa in discussione proprio da chi, come fa l’assessore, nega quei valori antifascisti che hanno permesso al nostro paese di conoscere il suo più lungo periodo di pace, libertà e prosperità.
Risulta evidente come l’assessore stia solo cercando di “stimolare” il proprio elettorato, che con il civismo non ha nulla da condividere, in vista di quello che è già dall’inizio del mandato il suo vero e unico obiettivo: le elezioni regionali. Giovine, ricordiamolo, non si è mai dedicato al 100% a Vicenza, ma è sempre rimasto politicamente ed economicamente dipendente dall’assessore regionale Donazzan, Fratelli d’Italia, di cui è rimasto responsabile della segreteria.
A noi pare chiaro come Giovine abbia utilizzato il suo ruolo di assessore e la sua appartenenza alla “civica” Idea Vicenza in modo strumentale e funzionale solamente alle proprie ambizioni; ci chiediamo se il Sindaco e l’associazione guidata da Caterina Soprana se ne siano accorti e se siano ancora disponibili ad accettare le sue provocazioni nostalgiche.