Covid19. A Vicenza buoni spesa in ritardo

Buoni spesa, Vicenza è in ritardo!

In molti comuni veneti, anche capoluoghi di provincia come Padova e Treviso, la distribuzione dei buoni spesa per far fronte alle difficoltà economiche di molte famiglie è già partita. A Vicenza invece sono partiti solo gli annunci.

Mancano ancora chiarimenti essenziali sui criteri per potervi accedere, su una eventuale graduatoria e sulla data di inizio della distribuzione. Inoltre non condividiamo la scelta di porre come limite una liquidità inferiore a 1.000 euro per ogni componente maggiorenne del nucleo familiare, perché questo sfavorisce le famiglie con figli minorenni, soprattutto se si tratta di nuclei numerosi e monoparentali.

Vicenza è in ritardo, e per nasconderlo Rucco non trova di meglio che continuare a lagnarsi delle poche risorse messe in campo dal Governo. Un atteggiamento infantile e irresponsabile, perché se è vero che si può e si deve fare sempre di più, è inaccettabile disprezzare un contributo di 585.000 euro per alimenti messo in campo dallo Stato e che il Comune, per sue responsabilità, non è ancora riuscito a distribuire ai cittadini in difficoltà.

Incapacità e immobilismo che riscontriamo anche nel fatto che, in questi due anni di mandato, il Comune non abbia organizzato nessuna colletta alimentare. Iniziativa che negli anni precedenti, con la raccolta “Riempimi di gioia”, permetteva di raccogliere tonnellate di generi alimentari che, in una situazione come quella odierna, sarebbero serviti come un primo e tempestivo supporto ai vicentini più bisognosi.

Questo l’esempio di Padova. E a Vicenza non si fa nulla.

IL GRUPPO CONSILIARE DEL “PARTITO DEMOCRATICO – DALLA ROSA SINDACO”