Consumo di suolo. Comunicato stampa unitario della minoranza.

La richiesta di aumentare la quantità di suolo “consumabile” fino a 48,45 ettari da parte dell’Amministrazione Rucco è una scelta sciagurata.
Tutto ormai ci spinge nella direzione opposta, quella dello stop al consumo di suolo: dalle direttive europee fino alla legge regionale n.14 del 2017.
La Giunta, invece di cogliere l’occasione della nuova legge regionale per ridurre le previsioni di consumo di suolo, pretende addirittura di triplicare la superficie già concessa dalla Regione.
E’ vera una parte di ciò che dice l’assessore Zoppello: il Piano degli Interventi, approvato definitivamente nel 2013, aveva una previsione di consumo di suolo superiore ai 90 ettari. Ma parliamo di un’altra epoca e, soprattutto, molte di quelle previsioni sono ormai obsolete e alcuni di quei soggetti promotori non sono più nemmeno interessati a portare avanti le loro operazioni.
Il Comune potrebbe quindi cogliere l’occasione per avvicinarsi davvero al “consumo di suolo zero”, traguardo sempre più necessario in una delle Regione più cementificate d’Italia.
Zoppello rimanda ad un futuro prossimo la necessità di affrontare questi temi con un approccio e mentalità diversa: perché rinviare? Lo si faccia ora, con un’adeguata discussione in Consiglio Comunale e un dibattito sul futuro dell’urbanistica cittadina.
E’ assurdo posticipare ad un tempo non precisato l’adeguamento dei sistemi urbanistici e soprattutto posticipare l’avvio verso una direzione volta ad una gestione efficiente delle risorse.
Più che fissare degli obiettivi quantitativi di consumo di suolo o enunciare principi generali di riuso che vengono poi sistematicamente disattesi, la vera necessità è preparare gli strumenti e i meccanismi regolativi che consentano di avviare un processo di rigenerazione urbana a consumo netto zero. L’obiettivo dell’amministrazione pubblica deve essere quello di avviare la riqualificazione e il riassetto urbano delle aree degradate ed abbandonate, ovvero tutto ciò che è in grado di rilanciare il settore delle costruzioni e di contribuire a rendere più sicure e vivibili le città. Per far questo va garantita l’indispensabile sostenibilità economica degli interventi edilizi e infrastrutturali, sia per gli operatori immobiliari privati che per i soggetti pubblici. Limitare l’impermeabilizzazione resta il principio di fondo che deve avere sempre la priorità su mitigare e compensare gli impatti, in quanto la perdita di suolo è di fatto irreversibile.
Questa scelta va contro lo stesso programma della Giunta Rucco – evidenziato nei punti #3 e #4 – che ancora una volta dimostra incoerenza:
#3 RIQUALIFICAZIONE – I quartieri cittadini sono in profonda difficoltà e il centro storico mostra evidenti cicatrici di abbandono. Per questo motivo ci siamo proposti di costruire un programma per il territorio e le infrastrutture che avesse come linea guida la riqualificazione dell’esistente e il ripensamento di opere impattanti. Aree dismesse: riqualificazione delle aree dismesse attraverso il recupero tramite nuove destinazioni urbanistiche da concordare in comune accordo con i privati.”
#4 RISPETTO TOTALE – “L’ambiente che ci circonda parla di noi e a noi. È il luogo che ci ospita e allo stesso tempo è conseguenza delle nostre azioni. È indispensabile pensare ad un rapporto nuovo in termini di rispetto, educazione e sfruttamento. I temi ambientali sono valori primari. A nulla serve la retorica e ancora meno le operazioni di facciata. È tempo di un nuovo approccio.”
Sarebbe anche una notizia, perché finalmente avremmo l’applicazione concreta di una qualsiasi delle promesse fatte dal centrodestra in campagna elettorale.

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