AIM ALLO SBANDO – NO ALLO “SPEZZATINO”

Comunicato Stampa.

In una riunione dell’attuale maggioranza che governa la città,  tenuta a porte chiuse nei giorni scorsi, sarebbero state assunte alcune decisioni che passano sulla pelle dei cittadini di Vicenza e che riguardano l’azienda che tutti i vicentini hanno contribuito a creare e che con i suoi 113 anni di storia è un patrimonio della città .
Stando alle notizie di stampa l’azienda verrebbe suddivisa in tre  con una nuova società adibita alle manutenzioni, destinata al regime in house, con l’illuminazione pubblica la cui gestione andrà ad un affidamento mediante gara e una seconda società dell’energia e dei rifiuti che dovrebbe successivamente chiudere l’accordo con Agsm di Verona. A ciò si aggiunge una variabile, tanto confusa quanto pericolosa per gli equilibri aziendali: la possibile cessione di clienti gas ed energia solo per fare cassa e che rappresenterebbe il primo ma decisivo passo verso la perdita del controllo dell’Azienda.
Peraltro, ci sembra di intuire pur fra notizie frammentarie fornite dall’Amministrazione Comunale e di Aim che l’accordo con Verona sia stato messo in discussione dalle risultanze dello studio commissionato all’Advisor Roland  Berger che suggeriva nelle sue conclusioni anche una corsa in solitaria della nostra multi-utility, chiudendo la porta alla fusione con Agsm. Fusione che peraltro negli ultimi mesi pare non essere avanzata di un passo.
Esprimiamo il nostro totale disaccordo rispetto alla possibilità di una cessione delle utenze e alla suddivisione “spezzatino” delle Aziende di Aim che produrrebbe solo una perdita di valore della società. Soprattutto siamo fortemente contrari ad un modo di procedere poco trasparente, senza alcuna valutazione del rapporto costo/benefici, con il totale disinteresse verso il miglioramento dei servizi. E’ esemplare il “pressapochismo” con cui si sta procedendo nell’affrontare la gara per la pubblica illuminazione,  l’assenza di parametri di confronto e l’assoluta nebulosità delle scelte fatte di titoli ma con contenuti tutti da identificare. 
Ribadiamo quanto più volte sostenuto di essere favorevoli alla linea delle aggregazioni a livello regionale, fatta attraverso percorsi trasparenti e aperti con l’obiettivo primario di migliorare i servizi, la loro qualità e la loro competitività senza trascurare la necessità di salvaguardare l’occupazione e le tante competenze aziendali.
Il Partito Democratico ritiene che sia indispensabile attuare scelte mediante gare ad evidenza pubblica e comunque mediante un ampio coinvolgimento della città, delle categorie e delle organizzazioni sindacali.
Infine ricordiamo che la decisione di aggregare Amcps ad Aim fu attuata in un logica di efficentamento dei servizi e dei costi, mentre oggi una “semplice” suddivisione porterebbe alla duplicazione di costi senza alcun miglioramento dei servizi. Un conto sono le piccole manutenzioni, altro è riportare in house un ampio e costoso sistema di lavori pubblici tutti affidati senza gara.
E’ inaccettabile questo modo di procedere a metà tra il dilettantesco ed il politichese inconsistente, senza confronto con obiettivi di efficienza, riduzione dei costi e miglioramento dei servizi. Siamo di fronte alla quarta ipotesi di sviluppo di AIM (prima Agsm, poi Asco, poi A2A ora un altro scenario) senza mai vedere un piano, un documento programmatico, un insieme coerente di visione e obiettivi. AIM, la sua storia, la sua importanza non meritano tutta questa confusione. Fino a quando Vicenza dovrà sopportare tale incapacità ed inefficienza di governo che producono danni all’interesse generale della nostra comunità vicentina?