AIM-AGSM: UNA STORIA DI SPRECHI

“Agsm Verona, Aim Vicenza e A2A hanno sottoscritto un termsheet relativo ad un percorso in esclusiva, che si concluderà entro il 30 giugno 2020, finalizzato allo studio di una possibile partnership strategica con l’obiettivo di creare un player di riferimento nel Triveneto.” Questo il comunicato stampa congiunto (AIM, AGSM e A2A) uscito a dicembre 2019. È ragionevole affermare che già con la sottoscrizione del primo termsheet tra AIM, AGSM e A2A, risalente a prima dell’estate 2019, fosse stata tracciata la strada ed individuata la multiutility lombarda come unico interlocutore.

E’ passato quindi un anno durante il quale l’unico obiettivo è stato quello di giustificare e rendere plausibile il concetto di “infungibilità”, ovvero far credere che la proposta fatta da A2A, evidentemente sollecitata, fosse irrinunciabile ed ineguagliabile e quindi che un’operazione in esclusiva fosse legittima.Ma la necessità di effettuare una gara ad evidenza pubblica a tutela del patrimonio pubblico erano già stati rimarcati e chiariti dall’intervento (tardivo) dell’ANAC sull’operazione LGH. Tuttavia si è scelto scientemente di ignorare il parere dell’ANAC nella convinzione che una volta fatta l’operazione sarebbe comunque stata irreversibile ed ancora una volta l’ANAC si sarebbe espressa troppo tardi a giochi fatti.Pochi giorni fa l’ennesima riprova che l’operazione in esclusiva con A2A era ed è un percorso che non garantisce trasparenza, parità di trattamento e massimizzazione del vantaggio per l’ente. Il TAR Lombardia ha ritenuto sufficienti i presupposti per sospendere la delibera del comune di Seregno che aveva dato il via all’operazione di fusione tra A2A e AEB Gelsia. Secondo l’ordinanza del Tar la controversia necessita di un approfondimento in sede giudiziale. Il prossimo 24 giugno sapremo come andrà a finire, ovvero se il TAR confermerà la sospensiva.

L’operazione è stata portata comunque avanti sinora dalle Aziende con incredibili e spericolate manovre messe in atto per cercare di giustificare e coprire gli errori commessi. Perché, dopo un anno di lavoro con la sola A2A, le Aziende decidono di procedere con un market sounding, offrendo ai competitors pochi giorni per formulare un’offerta che possa essere interessante tanto quanto quella di A2A che ha lavorato per mesi su dati e documenti forniti da AIM e AGSM? Altro non è che il maldestro tentativo di rimediare agli errori fatti e perpetrati per mesi, di dare una parvenza di legittimità ad una procedura e ad un’operazione che stava diventando scomoda anche per la Lega che oggi governa Vicenza e Verona.I mal di pancia leghisti (partiti da Verona e arrivati fino al nazionale con le dichiarazioni di ieri dell’on. Fontana), le contestazioni sulla procedura (arrivate sia da altri operatori che da pezzi delle maggioranze di Vicenza e Verona), le maggioranze risicate nel Cda (di AGSM) e nei consigli comunali di Verona e Vicenza, hanno costretto le Aziende a correggere il tiro ammorbidendo il dogma dell’infungibilità e cercando di fare qualcosa che potesse far rientrare i mal di pancia politici, ovvero dare una parvenza di legittimità: il tanto sbandierato market sounding.Il progetto di fusione deve essere depositato entro il 29 giugno e l’unico progetto di fusione disponibile per il momento è quello a tre con A2A (almeno leggendo quanto affermato ieri in CdA dal presidente Finocchiaro). Il market sounding è la way out che permetterà alle Aziende (e alla politica) di dire “avete visto? non era scritto da nessuna parte che saremmo andati con A2A, anzi, poiché riteniamo le manifestazioni pervenute molto interessanti, procederemo con una gara nei prossimi mesi”.Le amministrazioni comunali, il Sindaco Rucco, l’AU di AIM diranno che non hanno buttato tempo e denaro in un’operazione “folle” ma che hanno in parallelo lavorato alla fusione con la sola AGSM di Verona. Una via d’uscita per negare la verità: mesi e denari sprecati su un’operazione sbagliata.Depositare ora in fretta un progetto di fusione a due per riparare a enormi errori di valutazione fatti dalle due Aziende sarebbe l’ennesimo errore ed il classico caso in cui è peggio la toppa che il buco. L’operazione a due va fatta, è corretta, ma operando tutti i passaggi negli organi competenti e non depositando un progetto di fusione mai visionato dal consiglio comunale e che i consiglieri sarebbero chiamati unicamente a ratificare dopo l’estate. L’on. Fontana sostiene che Vivian abbia gestito molto meglio la vicenda di quanto abbia fatto Finocchiaro. Probabilmente l’on. Fontana è poco o male informato, poiché se l’operazione con A2A è stata messa in discussione è solo grazie al fatto che in AGSM il presidente è costretto a riferire e rendere conto ad un consiglio di amministrazione, organo collegiale che consente ai rappresentati delle varie forze politiche di conoscere, vagliare, correggere e avallare le scelte del presidente e dell’Azienda, fungendo da catena di trasmissione con il consiglio comunale e le forze politiche. A Vicenza tutto questo non c’è stato, poiché Sindaco e Amministratore Unico hanno gestito autonomamente la partita, senza che nessuno potesse mettere in discussione la linea tracciata, senza che nessuno (neanche le forze politiche della stessa maggioranza) fosse messo nelle condizioni di poter bilanciare, correggere o avallare le scelte fatte dall’amministratore.

Detto questo c’è da porsi qualche domanda:1. Chi risponderà degli errori commessi e perpetrati in questi mesi?2. Quanti soldi sono stati spesi complessivamente in consulenze e advisor?3. Quanti e quali dati sono stati forniti ad A2A e quanti e quali dati A2A ha fornito ad AIM e AGSM?4. Come è possibile arrivare a pochi giorni dal 29 giugno e non sapere qualche progetto depositare?5. A chi e cosa ha rendicontato l’amministratore unico di AIM in questi mesi?6. E’ giusto che venga depositato il progetto di fusione prima che lo stesso sia dibattuto e visionato dal Consiglio Comunale nelle sedi opportune?