Abbiamo la manovra, ma non c’è nulla da festeggiare.

Abbiamo la manovra economica. Dopo l’iniziale bocciatura da parte della Commissione Europea, il governo è stato costretto a modificare l’impianto iniziale della manovra con il deficit che è stato abbassato dal 2,4% al 2,04%. Ora in realtà rispetto all’ipotesi iniziale ci sono ben 10 miliardi in meno: 2 miliardi sono stati recuperati da sforbiciate alla Quota 100 per il quale ora sono disponibili 4 miliardi, altrettanti da quelle al Reddito di Cittadinanza che ha ora a disposizione 7,1 miliardi (compresi quelli per il potenziamento dei centri per l’impiego), il restante della somma è arrivato da un taglio gli investimenti. Quota 100 e Reddito di Cittadinanza dovranno comunque essere normati tramite successivi DDL, infatti nel testo della Legge di Bilancio non ci sono i provvedimenti ma solo i finanziamenti, segno già questo della confusione e del pressapochismo che regna in questo Governo che non è stato in grado fin da subito di legiferare sui due provvedimenti cardine dell’intera manovra.

Andando poi a vedere un po’ più da vicino le norme presenti in manovra, fa riflettere come i contenuti risultino ben diversi dalla ‘propaganda’ martellante di Lega e M5S dell’ultimo anno. Altro che ‘abbiamo eliminato la povertà per la prima volta nella storia’…. ma si è mai visto in Europa dopo l’era nazifascista, proclami di questo tipo? E due ministri festeggiare al balcone? Si è mai visto approvare dal Parlamento una manovra sulla ‘fiducia’ senza neanche conoscere il testo nelle Commissioni? Chi ha ancora la cultura e l’esperienza necessaria (non importa se politicamente schierato e meno), conosce bene quali possano essere gli eccessi della comunicazione, in particolare quella ‘social’, ma c’è un limite alla decenza e all’onestà intellettuale Vi ricordate ad es. quando qualcuno in campagna elettorale prometteva di tagliare le accise sui carburanti? Bene non sono non verranno tagliate ma pure aumenteranno….

Ed intanto le indecisioni e la ‘propaganda’ sono già costati svariati miliardi ai contribuenti, e molti di più ne costeranno, ad es i 100 e più punti di spread BTP Italia/Bound da Maggio ad oggi se mantenuti costeranno allo stato nel giro di 4 anni oltre 8 miliardi che verranno sottratti agli investimenti ed al mercato interno, ed ogni anno si accumuleranno nuovi costi; i mercati non fanno sconti, e con essi comunque bisogna rapportarsi, pensando anche al termine del ‘quantitative easing’ della BCE che in questi ultimi anni ha rastrellato titoli di Stato Italiani (circa 340 miliardi) a prezzo di favore… con buona pace dei sovranisti.

Tralasciando le ‘buone intenzioni’ su Reddito e Quota 100 in mancanza delle norme attuative, anche se soprattutto sul primo le premesse sono pessime – basti pensare che ll M5s sostiene che l’erogazione del Reddito di Cittadinanza sarebbe subordinata, per esempio, alla “ricerca attiva del lavoro per almeno due ore al giorno” ma non viene spiegato chi, quando e soprattutto come si verificherà ciò, così come sembra particolarmente ottimistico ipotizzare che “qualsiasi variazione del reddito” del beneficiario venga “tempestivamente” comunicata con la conseguente immediata revoca del beneficio.“ – a fronte di poche norme minori interessanti, a fronte di alcune norme dall’esclusivo effetto propagandistico ma che nei conti non fanno ‘cassetta’, poco o nulla allo sviluppo, alla formazione, alla scuola, nulla per combattere l’evasione fiscale, molto invece a condoni mascherati, a norme che vanno ad accontentare particolari nicchie di lobbisti, a norme che inevitabilmente favoriranno invece l’evasione fiscale (a proposito risulta che dalla manovra sia stata stralciata la norma che prevede il carcere per gli evasori; verrà reintrodotta? Mah).

Vediamone alcune di cui si parla poco:
Rivalutazione pensioni – Si risparmieranno 2,2 miliardi con il blocco all’adeguamento all’aspettativa di vita per le pensioni sopra i 1.502 euro. Si va a rastrellare dove i soldi ci sono.. dai pensionati, soldi sicuri e sempre presenti. Anche se a livello di singola pensione, per le più vicine al limite inferiore di applicazioni alla fine si tratta di mancati aumenti annuali per una decina di euro c’è da capire perché invece non si recuperano della lotta all’evasione fiscale. Ora 1.502 euro non sono – soprattutto al NordEst – una gran pensione magari per chi ha pure famiglia a carico, vedremo se saranno contenti i relativi pensionati centro-nord che hanno votato massicciamente Lega.
Evasori – Stralciata la norma che prevedeva il carcere per i grandi evasori fiscali, che dovrà essere oggetto di un ddl ad hoc. Vedremo se e quando.
Industria 4.0 – Confermate le agevolazioni e gli sgravi fiscali introdotti dal governo Renzi (maggiorazione sull’ammortamento ordinario del 40% e del 150%).
Canone Rai – Prorogata la riduzione del canone Rai a 90 euro anche per gli anni successivi al 2018, anche questa introdotta dal Governo Renzi.
Opzione Donna – Prorogata la misura del Governo Renzi che consente alle lavoratrici di andare in pensione a 57/58 anni d’età (più gli adeguamenti con le aspettative di vita) e 35 anni di contributi.
Ecobonus – Prorogato l’Ecobonus del Governo Renzi per le ristrutturazioni al 50%, quello per l’efficienza energetica aumenta al 65%. Confermate per il 2019 le deduzioni per acquistare elettrodomestici e apparecchiature ad elevata classe energetica e lo sgravio al 36% per i giardini.
Bonus Verde – Prorogato anche per il 2019 il bonus Verde (detrazioni al 36% per giardini, terrazzi e balconi) introdotto dal Governo Renzi.
Sud – Decontribuzione al 100% per chi assume al Sud giovani under 35 o con più di 35 anni ma disoccupati da almeno sei mesi. Prevista anche la proroga dell’esonero contributivo previsto dal Decreto Dignità elevandolo dal 50 al 100% per le categoria sopracitate. Si tratta di una delle poche buone norme presenti e speriamo veramente che possa portare a qualcosa sul fronte dell’occupazione.
Comuni – Investimento di 3,5 miliardi. L’obiettivo è anche di sbloccare i bilanci tramite una revisione degli appalti senza gara (per quelli di importi inferiori a 200.000 euro). Detta così rappresenterebbe sicuramente una buona norma. Peccato che questo ‘investimento’ venga fatto anche tramite partita di giro introdotta da un emendamento che prevede il ritorno alla Presidenza del Consiglio delle economie effettuate dai Comuni su quei fondi erogati dal precedente governo tramite il Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie. Per il Comune di Vicenza – da sempre virtuoso e che ha realizzato notevoli riduzioni di spesa – si traduce in una perdita secca di circa 3 milioni di euro, che sicuramente sarebbero stati molto utili all’attuale maggioranza di Centrodestra.
Rottamazione bollo auto e multe stradali – Fa parte del più articolato decreto fiscale 2019 (quello della ‘pace fiscale’) che altro non è che una colossale sanatoria attraverso la quale i contribuenti (privati cittadini, società ed imprese) hanno a disposizione ben 9 strade diverse per ‘sanare’ la propria situazione debitoria con il fisco. Se invero c’era la necessità di effettuare un condono per particolari situazioni debitorie (ad es. cittadini non recidivi e non condannati per reati fiscali e sotto reddito minimo ISEE, aziende con crediti verso lo Stato), in realtà si allarga la platea dei beneficiari in modo indistinto. Nello specifico la norma consente la cancellazione di multe e bollo auto non pagati di importo inferiore a 1.000€ riferite al periodo 2000-2010, senza peraltro altre limitazioni (ad es. di reddito). Anche qui con buona pace dei contribuenti onesti, tra cui il sottoscritto; c’è da essere ‘orgoglioni’….
Accise benzina – Nel 2019 nessuna riduzione, ci sarà invece in Liguria un aumento di 5 centesimo per litro.
Aumento IVA – Sterilizzate le clausole di salvaguardia per il 2019, le aliquote IVA restano invariate almeno per un altro anno. Ovviamente è una norma positiva, ma quella che è stata propagandata come una ‘grande vittoria’, era già presente nelle finanziarie dei governi precedenti, solo che il futuro in questo caso si presenta sicuramente più incerto e problematico. Con i nuovi costi introdotti dallo spread e il ‘macigno’ per il finanziamento di Reddito e Quota 100, l’aumento nel 2020/2021 è più che probabile.
Emendamento alla legge 42/99 – Emendamento voluto dal M5S che stabilisce la possibilità di iscrizione agli albi professionali (logopedisti, fisioterapisti, massaggiatori, tecnici di laboratorio e di radiologia, ostetriche) da parte di coloro che abbiano lavorato nell’arco di 10 anni almeno per 36 mesi anche in via non continuativa e senza titolo abilitativo, in pratica un condono. Norma assurda che legalizza l’abusivismo in questo particolare settore molto delicato in quanto ha direttamente impatto sulla tutela della salute dei cittadini. Manca totalmente la previsione di quali titoli di studio consentano l’iscrizione e le modalità di accertamento e certificazione delle competenze.
Tassa di solidarietà – Raddoppio dell’Ires dal 12% al 24% per istituti di assistenza sociale, fondazioni, enti ospedalieri, istituti di istruzione senza scopo di lucro. Di Maio però ha già definito la norma sbagliata e ha promesso di cancellarla con il primo provvedimento utile. Vedremo…
Tagli alle imprese – Abolizione dell’ACE, ossia dell’aiuto della crescita economica che prevede la deducibilità dell’imponibile di quella parte di incremento capitale proprio dell’impresa.
Tagli alle politiche comunitarie – Tagli per 850 milioni.
Tagli ai Fondi per l’apprendistato – Taglio degli incentivi per i contratti di apprendistato: saranno 5 milioni l’anno per il 2019, il 2020 e gli anni successivi, mentre dalla scorsa manovra erano previsti 15,8 milioni per il 2019 e di 22 milioni per il 2020.
Tagli al Fondo Sviluppo e Coesione Sociale – Tagli per 800 milioni.
Tagli alle Ferrovie – Tagliati i fondi per 600 milioni a Ferrovie dello Stato.

Come accennato, su tutto pende la ‘spada di Damocle’ delle Clausole di Salvaguardia: Il governo per avere l’ok da Bruxelles ha dovuto presentare un maxiemendamento dove, come una sorta di garanzia per la tenuta dei conti, sono state riproposte e aumentate le clausole di salvaguardia a partire dal 2020: se non verranno disinnescate (costo circa 23 miliardi) scatterà inevitabilmente l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti. Alla fine una legge del ‘Governo del Cambiamento’ che per buona parte riprende e conferma le norme di sviluppo introdotte dal precedente governo, ma che di suo per lo sviluppo effettivo introduce veramente poco, incardinando la maggior parte delle risorse su Reddito e Quota 100 i cui effetti sullo sviluppo saranno tutti da verificare. Intanto con il ‘Governo del Cambiamento’ per il Veneto non decolla l’autonomia, intanto alla città di Vicenza il ‘Governo del Cambiamento’ ha sottratto 3 milioni di euro legittimamente risparmiati; intanto non c’è nulla da festeggiare.

 

A. Furlan